TELECOLORE
| Telecolore | ||
|---|---|---|
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| Anno di lancio: | 1976 | |
| Anno di chiusura: | ||
| Share di ascolti: | ( ) | |
| Posseduto da: | Antonio De Simone | |
| Nomi precedenti: | ||
| Sostituisce: | ||
| Canali gemellati: | ||
| Servizio di differita: | ||
| Indirizzo web: | www.telecolore.it | |
| Diffusione | ||
| Terrestre | ||
| Analogico | PAL, in Campania | |
| Digitale | DVB-T (Mux Telecolore-Canale 8), in Campania | |
| Satellitare | ||
| Digitale | DVB-S su Hotbird 13°Est | |
| Via cavo | ||
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| Via rete cellulare | ||
| Streaming web | ||
Avvertenza
per le pagine tratte da WikipediaDicembre 2006:
Telecolore Salerno, una delle più “vecchie” emittenti televisive del sud
Italia, spegne la sua trentesima candelina.
Era, infatti, il 1976, quando pochi mesi dopo la
storica sentenza 202 della Corte Costituzionale che legittimava le
trasmissioni private via etere in ambito locale, un gruppo di amici (tra cui
l'imprenditore Saverio Benvenuto), accomunati dalla passione per
l’elettronica, dava vita a TCS, ovvero Tele Color Salerno. La
storia di questa emittente che si inserisce a pieno titolo in quel fenomeno
unico, dapprima pionieristico poi imprenditoriale delle tv locali, racconta il
cammino delle piccole tv libere in Italia. Dai loro iniziali esperimenti alla
scelta coraggiosa delle trasmissioni a colori, dalla programmazione alternativa
e localistica, alle prime syndacation, fino alla crisi causata all’avvento
della grande tv commerciale, superata con il rilancio legato al passaggio al
digitale, satellitare e terrestre.
Un salto lungo trent’anni iniziato, nel caso di telecolore, come una
scommessa, nata dalla voglia di creare qualcosa di nuovo, di provare a
realizzare una tv che non c’era, più vicina alla gente, sfruttando
l’esperienza di tv via cavo di Telediffusione
Italia-Telenapoli e soprattutto dalla suggestione dell’appassionata
battaglia legale vinta da Peppo
Sacchi ed Enzo
Tortora con Telebiella.
Il primo passo, dopo aver individuato la sede in una centralissima strada
salernitna, Via Manzo, fu costituito dalla scelta di puntare innanzitutto
sull’informazione, con un acquisto dalla concorrenza, il telegiornale fu,
infatti, affidando il Telegiornale ad Aldo Primicerio, già direttore
della prima tv locale nata a Salerno, TS1. Il secondo passo decisivo
poggiò tutto sulle gambe delle “Gemelle Kessler”, le prime due
telecamere: Grandi, pesanti e marchiate Philips, che Dovevano dividersi tra
tutti programmi prodotti dall’emittente televisiva. Erano a colori, secondo
una scelta che anticipò anche la Rai. Mentre infatti il Governo si interrogava
su quale sistema di trasmissione scegliere, bloccando di fatto l’industria
nazionale e l’ente radiotelevisivo di Stato, Telecolore che non aveva obblighi
governativi scelse senza indugi il Pal,
inventando una lunga serie di trasmissioni all’insegna della partecipazione
popolare.
Nulla e nessuno veniva trascurato. “Una foto, una dedica” dava la
possibilità, ad esempio ai nonni di mostrare in tv la foto del nipotino,
dedicandogli una canzone; “Il mercatino dell’usato”, come dice lo
stesso titolo, dava la possibilità ai salernitani di proporre le cose di cui
disfarsi, non solo chincaglieria ma, anche, auto e moto, utilizzando i
teleschermi. Si organizzavano talk show ad ogni ora del giorno, anche su
argomenti considerati scabrosi, come il sesso tra i giovani ed in età
prematrimoniale, gli studi diventavano una discoteca guidata dal Dj-regista
mentre la vicina di casa dell’apparamento situato affianco agli studi con il
martello esprimeva il suo indice di “gradimento”. La tv “casalinga”
aveva anche un altro inconveniente, un effetto speciale causato dallo sciacquone
del bagno dell’appartamento del piano di sopra, collegato con lo studio del tg,
che spesso finiva per inteferire e disturbare la conduzione del malcapitato
giornalista di turno. Fiore all’occhiello della programmazione di Telecolore,
alla fine degli ani 70, fu il programma “Finalmente domani è Sabato”
destinato a far nascere un format di grande successo per molti anni a seguire.
Intorno a mezzanotte, la trasmissione dava la possibilità ai telespettatori di
chiamare e spogliare, pardon sfogliare, affascinanti e conturbanti margheritine
di turno. Tutto o quasi, quindi, era permesso nell’etere italiano ormai
liberalizzato.
Già da allora e dalle prime avventure pionieristiche si capì l’importanza
della diretta e della partecipazione popolare. Presenza in occasione dei grandi
eventi ed una informazione capillare ed in diretta furono, quindi, le carte
vincenti di Telecolore per gli anni ’80. Passata, intanto, alla famiglia De
Simone, l’emittente, nonostante l’avanzata dei network nazionali,
continuò ad affermarsi ed a raccontare la storia di una città e della sua
provincia divenendo a volte anche protagonista degli eventi. Il 16 marzo del
1980, infatti, quando le Brigate Rosse uccisero il magistrato Nicola
Giacumbi, scelsero proprio Telecolore per rivendicare l’omicidio,
telefonando in redazione davanti la quale, nei mesi successivi, fu anche
lasciato un piccolo ordigno sempre dalla colonna salernitana della Stella a
Cinque punte. Erano gli anni di piombo e Telecolore si trovò in prima linea
arrivando per prima sul luogo di un altro attentato delle BR che il 26 agosto
del 1982 costò la vita a due agenti di Polizia ed ad un caporale
dell’esercito.
Anni ’80 che si erano aperti nella maniera peggiore, con il tragico sisma
del 23 novembre, seguito notte e giorno da Telecolore con una lunga no-stop
on reportage dai vari paesi colpiti.
Un’attenzione per la cronaca ma anche per lo sport con le prime partite di
calcio trasmesse in tv e per lo spazio, sempre maggiore, riservato anche alle
altre discipline.
Negli anni ’90, poi, il tentativo di estendere il segnale a tutta la Campania
con l’acquisto di nuove frequenze e l’avvio di ben tre edizioni
provinciali del telegiornale grazie a due nuove redazioni, ad Avellino e
Benevento e ad un ufficio di corrispondenza a Castellamare di Stabia. Furono
anni importanti caratterizzati, ancora una volta da un evento tragico che colpì
le province di Salerno ed Avellino, la frana di Sarno ('98) che costò la vita a
centinaia di persone. Anche in quella occasione Telecolore riuscì a coprire
quanto accaduto come e più dei grandi network, fornendo alcune delle migliori
immagini anche ai Tg della Mediaset.
Negli anni ’90, però, si acuì la grande crisi che stava colpendo le tv
locali italiane, strette dalla concorrenza nazionale. Telecolore fu costretta
razionalizzando le frequenze. L’editore Antonio De Simone decise di
ripartire da Salerno conservando la copertura della provincia di Avellino.
Furono anni di riorganizzazione completatasi soltanto nei primi anni del 2000 e
culminata con l’avventura digitale.
Le nuove tecnologie, infatti, che sembravano dovessero uccidere le tv locali le
stanno, invece, rivitalizzando. Anche Telecolore, tra le prime tv in Campania,
prima nel salernitano, ha deciso di puntare sul digitale terrestre, convertendo
una frequenza per trasmettere sull’Agro Nocerino Sarnese e sul napoletano 24
ore al giorno con il DVB-T (Monte Faito-Napoli Ch 67). Ma gli ultimi anni hanno
proposto anche il grande salto nello spazio, con l’avvio delle trasmissioni
satellitare da Hot Bird a 13° est (11.013 H, Ch 849 Sky). Un’altra
innovazione che sta consentendo a tante emittenti locali di riproporsi in una
nuova veste, riuscendo ad ampliare la propria copertura e riuscire a raggiungere
i tanti emigranti sparsi in Europa e nel Mondo. In quest’ottica si inserisce
il progetto Columbus Day. Nell’estate del 2006, infatti, Telecolore con
il contributo di Telelombardia,
ha seguito l’intera settimana di festeggiamenti con servizi e reportage da New
York, grazie ad una propria troupe invita nella metropoli statunitense. Una
serie di trasmissioni resa possibile da internet, che ha consentito il
trasferimento in tempi brevi dei filmati e, soprattutto, del satellite. Il
giorno della sfilata, infatti, sia Telecolore
che Telelombardia
e Primocanale
di Genova hanno trasmesso in diretta l’evento molto sentito dagli
italoamericani.
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